Consigliere venete: "Serve un cambio di passo per l'occupazione femminile"

le consigliere di parità venete nell'incontro di rete del 21 marzo 2017

21-03-2017 - Si è svolto stamattina, presso la sede Grandi Stazioni della Regione a Venezia, l'incontro della rete delle Consigliere di parità del Veneto, convocato dalla Consigliera regionale Sandra Miotto. Primo dell'anno, l'incontro aveva lo scopo di mettere a confronto esperienze e temi emergenti dalle attività delle consigliere delle province venete. E' stato inoltre l'occasione per la presentazione al gruppo della nuova Consigliera Silvia Cavallarin, insediatasi nella Città metropolitana di Venezia lo scorso mese di febbraio. 
 

Presenti alla riunione, oltre a Sandra Miotto e Silvia Cavallarin, le consigliere Anna Maria Barbierato (Rovigo), Stefania Barbieri (Treviso), Grazia Chisin (Vicenza), Michela Mainardi (Padova) e Paola Poli (Verona). Assente invece Rossana Mungiello di Belluno.
 

In apertura dei lavori, la recente pubblicazione del secondo studio regionale sull'occupazione femminile e maschile nel Veneto nelle aziende con più di cento dipendenti, prodotto dal servizio statistico regionale su commissione della consigliera Miotto: "Un dato sconfortante per questa regione è quello sul part time - ha ricordato Miotto - usato all'88 per cento da donne: un record negativo rispetto a tutte le altre regioni d'Italia e che mette in luce un mercato del lavoro superato e da svecchiare". 
 

Le consigliere si sono trovate in sintonia nell'individuare nelle aziende, piccole e grandi senza distinzione, il soggetto principale su cui sviluppare nuove politiche attive per il lavoro, che contrastino la marginalizzazione delle donne nella loro carriera e professionalità. Su questo obiettivo hanno avviato diversi progetti, in collaborazione con le università, le associazioni di categoria dei settori commercio, industria e artigianato, i Comuni, le organizzazioni sindacali e altri organismi. 
 

Il quadro generale sta tuttavia mettendo in luce fattori di allarme: invecchiamento della popolazione e denatalità insieme impediscono il ricambio generazionale. Le donne fanno sempre meno figli e in età sempre più avanzata, quando i bisogni di cura ai familiari anziani iniziano a farsi sentire. I servizi alla persona stanno diventando sempre più pressanti e ricadono ancora in misura determinante sulla donna che se li carica, dice lo studio regionale, per l'80 per cento. C'è una forte paura di futuro, c'è senso di instabilità legato soprattutto alle condizioni di lavoro. Come interagiscano questi fattori è essenziale capirlo per individuare gli strumenti più efficaci per sviluppare politiche di contrasto. 
 

Due i fronti principali su cui lavorare: conoscere il territorio per una lettura sociologica delle dinamiche di vita e di lavoro da una parte e attivare azioni positive dall'altra, promuovendo responsabilità sociale d'impresa. Questo consentirà di mettere in rete i servizi esistenti, valorizzare i risultati raggiunti e diffondere le buone pratiche. 
 

Prossimo appuntamento a fine mese per il primo check delle attività di diffusione dei dati raccolti sul territorio di competenza. 
 

Foto: da sinistra in senso orario: Stefania Barbieri, Sandra Miotto, Michela Mainardi, Anna Maria Barbierato, Silvia Cavallarin, Paola Poli e Grazia Chisin 
 

 

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