Coronavirus e centri antiviolenza, che fare per le vittime contagiate?

persone isolate nelle case (da pixabay.com)

[24-03-2020] Non si devono fermare le attività di sostegno e protezione alle donne vittime di violenza neanche in tempi di coronavirus. E allora, come fare per rispettare le misure imposte a prevenire il contagio e accogliere le vittime garantendo sicurezza e servizio di protezione anche a chi subisce il contagio?

 

La ministra alle pari opportunità e alla famiglia Elena Bonetti propone nuove soluzioni alloggiative, per fornire comunque il servizio e offrendo attraverso il proprio dicastero risorse finanziarie aggiuntive a tale scopo. 

 

Così in questi giorni, con il supporto del ministero dell'Interno, è inviata ai Prefetti delle province italiane una lettera che risponda all'obiettivo di individuare "nuove soluzioni alloggiative, anche di carattere temporaneo, che consentano di offrire l'indispensabile ospitalità alle donne vittime di violenza che, per motivi sanitari, non possono trovare accoglienza nei Centri antiviolenza e nelle case rifugio". 

 

Se necessario, suggerisce la missiva, si può ricorrere anche a quelle strutture alberghiere o altre idonee, già requitisti ai sensi del decreto "Cura Italia" per ospitare le persone in sorveglianza sanitaria o isolamento, ai sensi del decreto "Cura Italia" del 17 marzo scorso. Messaggio lanciato alle prefetture dunque, che dovranno ora assolvere l'incarico di farlo pervenire alle strutture di accoglienza del territorio e raccoglierne le esigenze. 

 

 

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