Bilancio di mandato per la consigliera di parità: ecco il rapporto 2020 quarta edizione

Silvia Cavallarin durante la videoconferenza per il Premio Lucia Bartolini

 

[30-03-2021] Con l'invio, oggi, della quarta relazione annuale delle attività d'ufficio, la consigliera di parità metropolitana, Silvia Cavallarin, completa il percorso del suo primo mandato, avviato con l'atto di nomina ministeriale del 17 gennaio 2017,a durata quadriennale. 

 

Mentre dunque il documento arriva al tavolo del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Sindaco metropolitano di Venezia e della Consigliera nazionale di parità per le competenze del caso, la consigliera Cavallarin traccia un bilancio di un 2020 particolarmente gravoso per l'impatto dell'emergenza sanitaria e insieme di questi suoi primi 4 anni di attività. 

 

La relazione, vale la pena di ricordarlo, compendia un format messo a disposizione dalla conferenza nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità, in cui sono sinteticamente raccolti i dati relativi alle attività di:

  • tutela antidiscriminatoria svolte nell'anno, ancora in corso o concluse
  • partecipazione a gruppi di lavoro o reti territoriali
  • promozione di protocolli, intese, progetti e piani per le azioni positive
  • eventi, studi, controlli sul territorio

e tenta di fornire un quadro di riferimento rispetto a quanto realizzato, anche grazie alle risorse umane e strumentali in dotazione, messe a disposizione dall'ente metropolitano. 

 

Certamente la pandemia ha svolto un ruolo importante, influenzando l'ambiente e i contenuti del lavoro e modificando le priorità rispetto a quanto programmato: le riflessioni sono poste in premessa e danno buon conto delle capacità messe in atto, dopo la pausa d'arresto delle attività in presenza nei primi due mesi di lockdown e il massiccio, rapido ricorso al lavoro agile e alle modalità d'incontro a distanza, diventate in breve la nuova modalità operativa. Non quindi una caduta totale delle attività, ma una riconversione: "Fra l’altro - scrive la consigliera - grazie alla struttura che ha saputo mantenere efficienza e orientamento agli obiettivi, nel 2020 abbiamo potuto mettere a segno un’importante nuova iniziativa: l’indizione del Premio Lucia Bartolini..."


Più indiretto che diretto l'impatto sull'utenza: in alcuni casi, scrive la consigliera, l'uso degli ammortizzatori sociali per le aziende colpite dalla pandemia, ha reso superflua l'opera di mediazione o conciliazione richiesta all'ufficio. Mentre imponente è stato l'impatto per il lockdown di marzo, tradizionale mese di appuntamenti e iniziative già programmate per la giornata internazionale della donna e ovviamente stralciate dall'agenda. 

 

Il rapporto elenca poi le numerose relazioni con il territorio che hanno ampliato l'azione della consigliera, per inquadrarla nel contesto imprenditoriale e produttivo a promozione degli strumenti di welfare aziendale e territoriale; nella scuola per lo sviluppo delle STEM nelle studentesse e nel rapporto tra scuola e lavoro; nella cura di relazioni con il terzo settore e l'associazionismo, nei partenariati di rete, nei gruppi di lavoro e di progetto con la Fondazione Marisa Bellisario di Venezia o le Allenze per la famiglia della Riviera del Brenta e del Portogruarese; con le istituzioni, per i protocolli volti ad integrare gli attori di reti territoriali coordinati dalle Ulss 3 e Ulss 4 contro la violenza domestica di genere. E la lista è davvero lunga. 

 

Un particolare ringraziamento alla Città metropolitana di Venezia, ente ospitante che, oltre a sostenere con proprie risorse umane e finanziarie il lavoro della consigliera, dal 2019 ha opzionato la scelta di aumentarne l'indennità mensile, già vergognosamente ferma a 68 euro. 

Ringraziamenti anche per la consigliera di parità supplente, Cristina Calzavara, "per la disponibilità disinteressata dimostrata e per gli stimoli che ha portato all’ufficio"; alla consigliera regionale Sandra Miotto, promotrice di reti di sostegno preziose per le consigliere come quella con gli ispettorati territoriali del lavoro e quella degli Ordini forensi provinciali per la formazione di avvocati e avvocate specializzati in diritto antidiscriminatorio, a sostegno delle attività delle consigliere; la Fondazione Marisa Bellisario per le numerose e qualificate relazioni sul territorio e una splendida capacità progettuale; le amministrazioni comunali spesso stimolo per nuove attività e progetti con la consigliera. 

 

Impossibile ringraziare tutti, si rammarica la consigliera, che conclude: "A quanti e quante hanno voluto onorarmi della loro volontà di migliorare la società che ci circonda, fornendomi numerosi spunti, idee, progetti e azioni di cui ho avuto preziosa testimonianza in questi quattro anni, oltre ad esprimere la mia gratitudine, vorrei testimoniare a mia volta del grande beneficio che ho tratto  dal loro contributo di intelligenza e sensibilità. E mi auguro che ciò possa aver contribuito a  rendere utile  il contributo dell’ufficio della consigliera di parità che mi è stato assegnato di condurre". 

 
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