Pubblicità sessista: l'inescusabile scelta di un ristorante del Cavallino

Silvia Cavallarin, consigliera di parità metropolitana di Venezia

[06-08-2019] Dichiarazione della Consigliera di parità metropolitana, Silvia Cavallarin, in merito alla pubblicità sessista di un ristorante di Cavallino Treporti:  

 

“Mi schiero con le tante persone che hanno espresso la propria riprovazione per la pubblicità sessista fatta dal Nautic club restaurant del Cavallino in questi giorni, dall’inequivocabile slogan “tutte a 90”.  Il ricorso ad esplicito invito sessuale con tanto di immagine discinta di una donna “pronta all’uso” è di spregiudicata indecenza, innanzitutto perché rivolto ad un pubblico indiscriminato, minori compresi, e poi perché rivela una cultura intrisa di una volgarità vecchia e scontata. Leggo fra l’altro che tra le offerte di questo ristorante vi è l’organizzazione di feste per bambini: se il livello è questo, mi auguro che i genitori sappiano a chi altrimenti affidare i momenti felici  dei loro figli”.

 

E aggiunge: “Bene che il gestore si sia scusato, anche se è sempre troppo tardi, soprattutto dopo aver espresso il suo stupore per le reazioni suscitate! La vicenda tuttavia mette in luce una certa carenza degli strumenti di difesa, in particolare da parte dello Iap, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, nel cui regolamento c’è un generico riferimento a messaggi di ‘violenza, volgarità, indecenza’ e nessun riferimento invece all’uso strumentale del corpo delle donne. Non per niente la pubblicità sessista rientra nei manuali come espressione esemplificativa di discriminazione e incitamento all’abuso”.