Percorso su welfare aziendale: primo incontro

due momenti della giornata del corso "Modelli organizzativi innovativi nelle aziende"

[14-06-2017] E’ un salto di qualità quello che si prospetta quando si parla di welfare aziendale o benessere organizzativo per la conciliazione vita e lavoro, è una logica nuova in cui lavoro e impresa vengono coinvolti dandosi reciproca stima e fiducia. E’ un invito ad abbattere la paranoia del controllo orario di lavoro e di presenza di chi lavora, in favore di una logica per risultati e obiettivi. Ed è soprattutto un settore in grande fermento, dove si vanno aprendo varchi imprevisti di creatività e opportunità di sviluppo. Questi sono i punti cardine emersi nel corso della prima giornata di laboratorio formativo per aziende promosso dalla Consigliera di parità metropolitana, Silvia Cavallarin, con la collaborazione di Forcoop Cora Venezia, partner tecnico, che ha preso il titolo “Modelli organizzativi innovativi per le imprese”, svoltosi ieri martedì 13 giugno a Mestre, presso la sede del Centro servizi della Città metropolitana di Venezia.
 

In apertura dei lavori, l’intervento della consigliera Cavallarin, che ha voluto sottolineare l’importanza di un nuovo approccio al tema della parità di cui è garante in ambito occupazionale sul territorio metropolitano, che “esce dall'ambito tutto ritagliato su difesa del femminile e della maternità per dedicarsi alle politiche di sostegno alla famiglia e alla qualità del lavoro”, in sintonia con il messaggio di augurio e sostegno dell’assessora regionale Elena Donazzan pervenuta ai/alle partecipanti al corso: “In Veneto – si legge – promuovere le pari opportunità significa promuovere la qualità del lavoro: non solo l’occupazione e l’occupabilità delle donne, ma soprattutto un nuovo approccio culturale e aziendale”.
 

La giornata si è focalizzata su alcune buone prassi, a partire da quella di Jointly, esperienza nata nel milanese, di una rete di servizi di welfare aziendale alla quale hanno aderito numerose aziende nazionali strategiche: Unicredit, Enel, Ferrovie dello Stato, Eni, Fastweb, solo per citarne alcune della quarantina coinvolte per interessare oltre 350 mila dipendenti. Presentata da Fabio Galluccio, responsabile per l’area centro sud d’Italia, Jointly si esplicita come una piattaforma web da cui poter accedere a servizi e fornitori che rispondo alle esigenze: asili nido, consulente per il welfare, percorsi per genitorialità, cure familiari (anziani, figli, disabili), soggiorni estivi, logopedista, mobilità casa-lavoro, counselling psicologico e giuridico…
 

Analisi dei bisogni come punto imprescindibile di partenza e poi sviluppo di soluzioni, che diventa anche fattore di nuove opportunità di lavoro oltre che di sviluppo sociale del territorio. E a questo punto due sono le chiavi di volta: la comunicazione interna ed esterna dei servizi e dei benefici e la messa in rete delle imprese. Soprattutto quelle più piccole, fatalmente a rischio di sostenibilità economica e progettuale: “Jointly funziona meglio di tutto in Lombardia – ha spiegato Galluccio – mentre in territori come il Veneto, caratterizzato dalla microdimensionalità aziendale, il contratto di rete ha ancora grande possibilità di sviluppo”. A completare il circolo l’analisi delle ricadute e il loro gradimento.
 

Con l’impulso dato dalle leggi di stabilità 2016 e 2017 alle misure di welfare aziendale, chi vi sta lavorando da più tempo – è stato richiamato il primo welfare di Olivetti, della Cucinelli, di San Leucio presso Caserta e altre “capostipiti” di questo genere – garantisce che qui si cambia filosofia: “L’azienda che fa welfare – sosteneva Gallucci – è anche un’azienda flessibile, innovativa nell’organizzazione del lavoro, che consente lo sviluppo del capitale sociale e della capacità relazionale con dipendenti e organizzazioni sindacali”.
 

Ancora di welfare generativo e welfare di comunità ha parlato Eleonora Barbieri, di Forcoop Cora, raccontando di un progetto in corso nel bellunese con due aziende e una cooperativa, finanziato dai fondi europei del piano operativo regionale (Por-Fse) per la strutturazione di servizi territoriali, come lo “sportello Matilda” di welfare manager, al car pooling per gli spostamenti casa-lavoro, ad iniziative conciliative come “In azienda con mamma e papà”, alle attività inclusive per disabili, come ad esempio l’introduzione del linguaggio dei segni per il personale con disabilità sensoriale. 

 

Moderazione a cura di Patrizia Loiola
 

Prossimo appuntamento martedì 22 giugno sempre alle ore 14 e fino alle 18.