Patto per il lavoro per l'area sud metropolitana: incontro ieri a Chioggia

un momento dell'incontro a Chioggia presso Unioncoop

[12-02-2019] Un Patto d’area per il lavoro dell’area sud metropolitana, che abbracci i Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona e si estenda anche a Campolongo Maggiore e Campagna Lupia. Se ne è parlato ieri a Chioggia nell’incontro convocato presso Unioncoop, ente di formazione professionale accreditato, presenti gli attori istituzionali dell'area, con l’obiettivo di costruire un tavolo operativo che possa rispondere ai bisogni di formazione e migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.

 

Presenti al tavolo la Regione Veneto, con la dirigente di Veneto Lavoro per l’ambito di Venezia Gabriella Faoro, insieme a Lucia Prudente responsabile del Cpi di Chioggia e Maria Grazia Fratter per l’area dei servizi per l’impiego di ambito veneziano. Presenti inoltre i sindaci di Chioggia, Alessandro Ferro e di Cona, Alberto Panfilio e Heidi Crocco, assessora ai servizi sociali del Comune di Cavarzere. Presente anche Silvia Cavallarin, consigliera di parità metropolitana.

 

 

Con l’apertura dei lavori da parte di Nicola Boscolo Pecchie, di Unioncoop, sono stati diffusi i risultati della progettazione formativa realizzata nell’ultimo triennio sul territorio, vincitrice dei bandi regionali destinati a persone disoccupate di breve e lunga durata, al collocamento mirato per l’inserimento disabili, alla disoccupazione giovane di diplomati o laureati, fino a studenti dell’alternanza scuola-lavoro.

 

Quasi 1.500 gli accessi a Unioncoop per conoscere e/o frequentare i corsi di formazione realizzati, costituiti prevalentemente da uomini (53%); il 6% del totale sono persone di origine straniera, dove si ribalta la presenza di genere, al femminile per il 65%. Una considerevole attività dunque, sviluppatasi nel triennio 2015-2018, dove, secondo Unioncoop, la creazione e riqualificazione di competenze professionali di base si è potuta dispiegare e può dirsi ben assolto l'obiettivo di una formazione capillare di base, seppure con alcune criticità di fondo: “Sul fronte delle imprese, in particolare della grande industria  - diceva Boscolo Pecchie - non manca il lavoro, quanto il giusto incrocio tra domanda e offerta. Si tratta ora di allineare le risposte da parte dei soggetti che sono seduti attorno a questo tavolo, per creare una rete di servizi con l’obiettivo di dare una risposta coerente a ciò che serve ai destinatari”. Ma soprattutto occorre, ha aggiunto Boscolo, “trovare quelle vecchie figure che si sono perse e di cui il mercato del lavoro fatica a trovare coperture o ancora creare nuove figure professionali che rispondano a nuove domande di lavoro da parte delle imprese”.

 

al tavolo: i servizi per il lavoro e gli amministratori degli enti locali

 

Per la dirigente regionale Faoro, dal suo osservatorio dei Servizi per il lavoro di ambito metropolitano, sono ben presenti alcune criticità, a partire dal tessuto produttivo che ogni realtà territoriale esprime in maniera specifica: “In quest’area non vi sono aziende con obbligo di collocamento mirato, che ci sono per esempio in altre realtà provinciali: è qui che le persone potrebbero trovare inserimento, mettendo a frutto la formazione fatta in quest'area. Altro problema è rilevare gli ambiti di formazione, in questo caso occorrerebbe affinare le descrizioni dei profili richiesti dalle aziende per meglio incrociare domanda e offerta”. Altre politiche regionali di recente proposta sul territorio stanno ponendo diverse problematiche. Il riferimento è andato ai requisiti formativi utili per i percettori della misura di Assegno per il Lavoro, o alle problematiche legate all’occupazione stagionale, per il quale ha annunciato un incontro pubblico il prossimo 20 febbraio, cui sono state “invitate aziende del territorio per dare più informazioni e per intercettare le domande di lavoro da parte loro”, obiettivo quest’ultimo su cui convergere gli sforzi da parte di tutti gli attori presenti, ciascuno per il proprio ruolo.

 

 

Ma quali sono le richieste intercettate dagli enti locali? “Fare rete e organizzare le poche risorse è un’azione sempre necessaria  - ha dichiarato il sindaco di Chioggia - ma ai nostri sportelli arrivano casi spesso molto drammatici, cronicamente percettori di sussidi e assistenza”. Difficile insomma per una buona fetta di utenza dei servizi sociali comunali una effettiva collocazione al lavoro. Ma vi sono altri spazi, ha dichiarato Ferro, riferendosi ai buoni risultati ottenuti con i lavoratori socialmenti utili e alla nuova sfida che sta aprendosi con l’introduzione del reddito di cittadinanza: “Si tratterà di mettere in piedi questa misura, trovando collocazioni lavorative, o promuovendo riqualificazioni professionali”. Ferro ha proposto infine di “fare un documento dove tutti possano mettere le proprie competenze per fare un gioco di squadra” e di non trascurare alcuni aspetti di carenza dell’offerta per alcuni ambiti di lavori, come quelli in agricoltura o delle badanti, di cui c’è una forte richiesta che non trova risposta.

 

 

Per Cona la questione risorse risulta centrale. Panfilio ha sottolineato le criticità anche in capo agli stessi Centri per l’impiego sia per le azioni di incrocio tra domanda e offerta di lavoro, sia per le nuove azioni che dovranno gestire il reddito di cittadinanza: “Creare un’area clodiense per dare contenuto e forza politica a queste attività va fatto e con un  respiro più ampio del solo mandato elettorale”, ha commentato, proponendo di “pensare ad un programma comune, per rendere più attrattivo il territorio e uscire da una logica di accentramento di risorse e politiche”. Per il sindaco di Cona restano in ogni caso due mondi separati quello del lavoro, per il quale raccomanda un “patto formativo per aumentare capacità professionali e culturali della forza lavoro” rispetto alle persone che accedono ai servizi sociali, portatori di problematiche diverse.  

 

 

Heidi Crocco, per Cavarzere, ha parlato di un problema di cronicità della disoccupazione, con particolare riferimento all’occupazione femminile caratteristica di quest’area, nell’ambito del tessile: “Con la crisi del settore - ha spiegato - la maggior parte di queste lavoratrici sono letteralmente sparite dalla ricerca del lavoro, non risultano aver fatto accesso alla formazione e quando si riaffacciano al mercato del lavoro, necessitano di una riqualificazione di varia natura, impegnativa, che possa rendere meno difficile il loro reinserimento”.

 

 

Per gli enti locali è emerso anche un problema di disponibilità dei dati di lettura del fenomeno occupazionale nell’area clodiense, anche in rapporto ai livelli territoriali e utile a circoscrivere misure di intervento adeguate.

 

 

Per Silvia Cavallarin, consigliera di parità metropolitana, il ruolo dovrebbe essere quello di raccordo delle risorse in campo, da mettere a frutto in una logica di servizi di rete e di supporto ad un’utenza che gravita - spesso mettendo in evidenza l’inconciliabilità tra formazione e occupazione - attorno al suo ufficio: “Si dovrebbe modificare il nostro stesso nome da Consigliera di parità a Consigliera per il lavoro”, ha commentato Cavallarin, sottolineando come l’ambito del suo intervento sia comune e complementare  a quello degli attori raccolti intorno al tavolo.

 

 

Sulle proposte di intervento ha preso ancora la parola la dirigente Faoro, che si è assunta il compito di fornire una dettagliata raccolta di dati e informazioni sulle questioni poste e ha sottoposto all’attenzione dei partecipanti l’opportunità di caratterizzare il tavolo anche individuando ulteriori soggetti utili alla messa in rete dei servizi e delle competenze presenti - suggerendo al proposito il prossimo coinvolgimento di Campolongo Maggiore e Campagna Lupia - da raccogliere in un protocollo operativo condiviso, “per quello che dovrebbe essere - ha specificato - più che un “patto formativo” un “Patto d’Area per il Lavoro”.

 

 

Dal canto suo Boscolo, progettista esperto di, e per, Unioncoop, ha anticipato la volontà di costruire un elenco di proposte progetto per uno sviluppo di profili professionali: una misura anticiclica che sappia recuperare specializzazioni in via di estinzione e promuovere nuove idee e nuove figure per un mercato del lavoro in rapida evoluzione.

 

Concluso così il secondo incontro del programma, che ha fatto seguito a quello realizzato nel marzo 2018 (ne abbiamo parlato qui). Appuntamento al prossimo.

 

In foto di copertina, da sinistra e in senso orario: di spalle Nicola Boscolo Pecchie, Silvia Cavallarin, Gabriella Faoro, Mariagrazia Fratter, Lucia Prudente, Heidi Crocco, Alberto Panfilio, Alessandro Ferro