innovando.ve#2: le persone al centro per sviluppo e benessere

materiali del convegno

[15-10-2018] “28 paesi dell’UE, con il 7% della popolazione mondiale, spendono il 50% del reddito per servizi di welfare. Questo modello di welfare non è più sostenibile. Da dove partire per generare «benessere»?”. Patrizia Messina, direttrice del Master "Governo delle reti di sviluppo locale" presso l’Università di Padova, nel suo intervento “Reti di welfare locale come fattore di sviluppo del territorio e delle comunità”, apre il convegno Innovando.ve #2 : Welfare e Territorio - Reti locali tra Crescita e Coesione, appuntamento annuale promosso da Silvia Cavallarin,  Consigliera di parità della Città metropolitana di Venezia, che si è svolto Venerdì 12 ottobre presso  l’Auditorium della Città Metropolitana di Venezia.

 

Dopo i saluti iniziali di Giorgia Pea, consigliera delegata alla cultura della Città metropolitana di Venezia, che ha portato anche i saluti del Sindaco Luigi Brugnaro, Silvia Cavallarin ha lanciato la provocazione ai presenti “Obiettivo della rassegna Innovando.ve è mettere in rete i soggetti pubblici e privati dell’area metropolitana:  ma tali soggetti sono disposti a mettersi in rete?”  

 

Patrizia Messina evidenzia che, se è vero che  le politiche sociali sono una componente essenziale delle politiche di sviluppo territoriale, lo sviluppo deve però ripartire dalle reti, dal Noi, dalle persone in quanto il benessere non può essere generato solo dallo Stato, perché è un bene relazionale. E’ indispensabile superare la logica dei confini amministrativi e dei settori produttivi e definire nuove strategie di governance territoriale, costruendo nuovi modi di gestire la conoscenza strutturata nella rete (big data e cloud) come bene collettivo, mettendo al centro la persona.  

 

Raccoglie lo stimolo di Messina, Luca Fabbri, vicepresidente di Confindustria Venezia Rovigo,  nel suo intervento “Responsabilità sociale d’impresa e sviluppo sostenibile, percorsi in area metropolitana”: con il “Manifesto per le imprese che cambiano per un paese più sostenibile” del gennaio 2018 e la sottoscrizione del documento dell’ASviS  (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) “Le imprese italiane insieme per gli obiettivi di sviluppo sostenibile” del gennaio 2017, Confindustria condivide e promuove gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile anche attraverso la creazione e partecipazione a reti locali, declinando tali obiettivi a livello di singole aziende con un buon utilizzo dello strumento del welfare aziendale, che di fatto pone l’azienda all’interno di una rete locale di servizi.

 

Promuovere  Welfare territoriale vuol dire anche promuovere la partecipazione femminile e le pari opportunità: il welfare non è mai neutro, ricorda Sandra Miotto Consigliera di parità della Regione Veneto, e un buon welfare aziendale e territoriale, così come presente in molte realtà di aziende venete, favorisce la conciliazione vita – lavoro e il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

Santo Romano, direttore area capitale umano cultura e programmazione comunitaria della Regione Veneto, nel suo intervento “Pratiche di innovazione sociale in Veneto” ha illustrato le politiche regionali di promozione delle reti locali, in particolare attraverso alcuni progetti e i bandi, su finanziamenti del Fondo sociale europeo, che hanno permesso ai soggetti pubblici e privati del territorio di sperimentare partnership e reti locali nella logica del welfare di comunità; nello specifico con i bandi Pari opportunità nel lavoro che cambia (biennio 2016/2018) e il nuovo bando 2018 Protagonisti del cambiamento: strumenti per le persone e le organizzazioni la Regione Veneto ha previsto specifiche misure per attivare reti territoriali capaci di rispondere alla sfida di coniugare il welfare aziendale con la crescita del territorio.

 

La seconda parte del convegno, dedicata alle buone prassi, ha lasciato spazio alla narrazione di esperienze attuali di reti di welfare pubbliche e private nel territorio metropolitano:  Fabio Streliotto, Innova srl, ha ribadito l’importante ruolo sociale ed educativo che deve avere l’azienda, in quanto, attraverso la promozione del welfare territoriale, deve essere in grado di dialogare con il territorio e diventare attrattiva per le nuove generazioni; Marco Palazzo, Ente Bilaterale Veneto Friuli V.G., ha descritto l’esperienza del progetto Welfarenet (finanziato con il bando Pari opportunità nel lavoro che cambia), che coniuga il welfare contrattuale, aziendale e territoriale, mettendo in rete soggetti pubblici e privati quali enti bilaterali, comuni, aziende, scuole, cooperative, per offrire servizi di welfare e consulenza ad aziende e lavoratori attraverso convenzioni che coinvolgano il territorio;  l’esperienza di Alleanze per la famiglia della Riviera del Brenta e del Portogruarese, descritte rispettivamente da Alberto Polo, Sindaco di Dolo, e da Luigi Toffolo insieme ad Anita Zanco detto Franco, Assessore ai servizi sociali e assistente sociale del comune di Portogruaro, attraverso le quali le amministrazioni comunali si sono messe in rete con il territorio, attuando proprio quel superamento della logica dei confini amministrativi e dei settori produttivi, auspicata da Messina, per mettere al centro i bisogni dei cittadini.

 

Infine, l’esperienza di due aziende, Trecuori  e Busforfun, rispettivamente raccontate dal  direttore generale della prima, Alberto Fraticelli, e dal  direttore marketing della seconda Davide Buscato: la Trecuori Welfare favorisce la partecipazione del territorio ai servizi di welfare aziendale coinvolgendo gli esercizi locali attraverso il “buono multiattività” in alternativo al “buono monocatena” che favorisce i grossi circuiti nazionali; la Busforfun offre un servizio di mobilità per eventi culturali, convenzionabile con le aziende, e oltre a contribuire alla diminuzione dell’uso privato dell’auto, aiuta l’ambiente piantando un albero per ogni evento.

 

Ha concluso i lavori Elena Donazzan, Assessora all’istruzione lavoro formazione e pari opportunità della Regione Veneto, che, in call telefonica, ha ricordato come nella nostra regione vi sia una tradizione consolidata di collaborazione tra pubblico e privato, soprattutto grazie al volontariato cattolico. Progetti come Innovando.ve segnano la giusta direzione per arrivare a costruire un welfare territoriale che sia generativo ed inclusivo. 

[Marta Fenza]

 

un momento del convegno innovando.ve #2

un momento del convegno innovando.ve #2

 

un momento del convegno innovando.ve#2

da sin. Luca Fabbri, Giorgia Pea, Silvia Cavallarin, Patrizia Messina

 

un momento del convegno innovando.ve#2

Consigliere di parità: Silvia Cavallarin e Sandra Miotto

 

un momento del convegno innovando.ve #2

La Consigliera di parità metropolitana con Santo Romano

 

un momento del convegno innovando.ve #2

da sin. Anita Zanco Detto Franco, Luigi Toffolo, Fabio Streliotto e Alberto Polo

 

un momento del convegno innovando.ve #2

da sin. Marco Palazzo e Fabio Streliotto

 

un momento del convegno innovando.ve #2

da sin. Davide Buscato, Fabio Streliotto, Alberto Fraticelli