Giro di boa per la consigliera di parità: com'è andata nel 2019

Silvia Cavallarin, consigliera di parità metropolitana di Venezia

[26-03-2020] Terza relazione annuale delle attività della consigliera di parità metropolitana Silvia Cavallarin e penultimo anno di mandato. Il documento è stato spedito ieri, in osservanza della norma del Codice per le pari opportunità che ne dispone l'invio al Ministro del lavoro e al Sindaco metropolitano dell'ente designante entro il 31 marzo di ogni anno, pena la decadenza. 

 

Il documento, corredato da una tabella di dati secondo il modello ideato e adottato a partire dal 2018 dalla conferenza nazionale delle consigliere di parità, fa il punto su dotazioni d'ufficio e risorse finanziarie, casi sottoposti da lavoratrici e lavoratori per discriminazione nei luoghi di lavoro, progetti, partenariati, eventi, percorsi formativi, ecc. 

 

Il 2019 ha segnato una svolta nel contesto di riferimento della consigliera, figura nominata dal Ministro del lavoro e per questo originariamente incardinata tra i servizi di politiche attive per il lavoro, definitivamente trasferiti dal 2019 a Veneto Lavoro, sotto l'egida regionale. È il principale tassello della riforma Delrio sul riordino delle ex province, che hanno perso questa funzione, nelle quali sono però ancora ospitate le consigliere di parità ex provinciali. Il nuovo contesto, stabilito dalla Città metropolitana di Venezia che ospita le attività della consigliera è dalla seconda metà del 2019 quello di un'ampia area di competenze: istruzione, servizi sociali e culturali, alle imprese e agli investitori. Nulla tuttavia è mancato rispetto a prima quanto a risorse umane e strumentali per le attività dell'ufficio della consigliera di parità, né dal punto di vista finanziario stante la permanenza di un fondo vincolato proveniente dal Ministero e interrotto a partire dal 2015. 

 

I dati dell'attività antidiscriminatoria vedono un aumento costante degli accessi di lavoratori e soprattutto lavoratrici alle competenze della consigliera. Dal 2017 anno di insediamento con 21 accessi, si è passati ai 27 del 2018 e infine ai 30 del 2019, cui sommare 2 casi provenienti dagli anni precedenti. Le problematiche sono difficilmente iscritte negli articoli di legge sulle "discriminazioni di genere" nei luoghi di lavoro. Scrive la consigliera: "Il confine tra discriminazione di genere, malessere organizzativo, disagio psichico endogeno o indotto, molestie o mobbing, è spesso labile" e comporta la necessità di un approccio integrato. Così, a partire dal 2019 si è costituito un gruppo di lavoro, seppur informale, composto da rappresentanti dello Spisal e dell'Ispettorato territoriale del lavoro, utile allo scambio di competenze e all'approfondimento dei casi.

 

Altre attività di rilievo: la partecipazione ai tavoli di lavoro dei gruppi di progetto "Alleanze per la famiglia" delle aree della Riviera del Brenta e del Portogruarese, nel segno di una tendenza in atto nelle istituzioni che trova forte adesione nella consigliera: quella di creare reti locali in grado di superare le barriere di un mondo del lavoro ancora rigido rispetto alle esigenze di conciliazione vita e lavoro, tema preponderante fra l'altro tra l'utenza della consigliera di parità.

 

Altre attività di progettazione e promozione hanno interessato il mondo della scuola, contesto molto amato dalla consigliera che, grazie alle adesioni ad alcune proposte provenienti dalla dirigenza scolastica nell'ambito dei programmi PON-SCUOLA, ha potuto svolgere alcuni interventi di orientamento al lavoro e di conoscenza nelle altre materie di competenza. 

Numerosi nel 2019 anche gli incontri di sensibilizzazione sui temi della parità e pari opportunità, con diversi appuntamenti nell'arco dell'anno (riportati nella sezione "Archvio eventi" di questo sito), spesso organizzati nelle tradizionali ricorrenze del MarzoDonna e NovembreDonna. Forte anche l'attività legata al rilascio dei pareri sui piani delle azioni positive dei comuni dell'area metropolitana, che stanno richiedendo sempre maggiore impegno nel monitoraggio e nella lettura di questi strumenti programmatori, fra l'altro interessati nella seconda metà del 2019 da un nuovo intervento normativo che avrà significative ricadute  nell'immediato futuro.  

 

La relazione conclude richiamandosi alle criticità espresse dalla conferenza nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità, determinate da recenti interventi normativi che vedono assegnata una indennità mensile, più che simbolica, ridicola, a queste figure delle aree ex provinciali e metropolitane (68 euro al mese!), dando la facoltà agli enti di aumentarle, e tuttavia gli stessi a loro volta stressati dal riordino delle funzioni che ha imposto tagli esiziali alle loro competenze e al mantenimento delle strutture. Non è il solo punto debole delle figure delle consigliere, inquadrate in una cornice legislativa più che ventennale e, come si è visto rispetto alla riforma Delrio, parecchio discordante con l'evoluzione di altre riforme e soprattutto della società civile e del mercato del lavoro. 

 

Una situazione in conclusione ancora in chiaroscuro e appesantita nel nuovo anno dalla tragedia del coronavirus. Conclude la consigliera: "Confido di portare a termine nuovi e migliori risultati per questo che sarà il mio ultimo anno di mandato: le vicende di queste giornate segnate dal contagio del coronavirus inducono alla prudenza e a immettere maggiore consapevolezza dei rischi cui sono sottoposte le attività umane, ma si farà appello alla determinazione e alla capacità di resilienza". 

 

La relazione annuale 2019, come quelle precedenti, è sempre raggiungibile a questa pagina del sito