Appello Covid-19 da Fondazione Bellisario Venezia: la risposta della Consigliera

grafica congerdesign per pixabay.com

[09-05-2020] Quale impatto ha determinato la situazione di emergenza da Coronavirus su lavoro, scuola, famiglie e quali proposte per uscirne dagli effetti devastanti, tenuto conto delle modificazioni che questa esperienza ha prodotto nell'immaginario individuale e nel tessuto economico e sociale? Dalla Fondazione Marisa Bellisario di Venezia, queste riflessioni e proposte hanno preso forma in un "Appello Covid-19" inviato a fine aprile ad alcuni destinatari istituzionali e delle forze locali del territorio, fra cui la Consigliera di parità metropolitana. 

 

L'appello raccoglie in 5 paragrafi le riflessioni e le proposte: Impresa, Scuola, Welfare, Infrastrutture, Lavoro e Violenza di genere, in un documento di una decina di pagine di rara densità e inventiva. All'appello sottoscritto dalla coordinatrice veneziana della Fondazione, Gabriella Chiellino, la consigliera di parità metropolitana Silvia Cavallarin ha risposto con una lettera con cui ha inteso esprimere il suo apprezzamento e condivisione alle proposte, soffermandosi su alcuni dei temi proposti.

 

Sulla scuola per esempio, la consigliera ritiene che non vada "sottaciuto l’impatto sulle  giovani e giovanissime generazioni per il loro sviluppo educativo e relazionale e per il percorso scolastico così pesantemente interrotto. La ripresa delle attività non potrà che avvenire garantendo la massima sicurezza dal punto di vista sanitario e  implementando le competenze tecnologiche necessarie a mettere in atto la didattica a distanza in forma ordinaria, certamente più strutturata e connessa alla programmazione educativa di quanto non sia ora. Concordo pienamente che su questo punto vadano garantite le pari opportunità di accesso alle dotazioni hardware e software e una chiamata all’adeguamento delle infrastrutture più in linea con lo sviluppo delle piattaforme streaming".  

 

E a proposito del tema del welfare, anche alla luce delle riaperture aziendali previste per la fase due dell'emergenza, Silvia Cavallarin apprezza in particolare "i punti relativi agli incentivi aziendali per le aziende che adottano il lavoro agile e per servizi educativi innovativi. Su quest’ultimo punto, sono a condividere alcune  proposte avanzate da colleghe consigliere di parità, come per esempio un supporto alle famiglie con figli minori che necessitino di assistenza scolastica anche in modalità di didattica a distanza, anche considerando che i genitori in lavoro agile non potranno garantire contemporaneamente obblighi di lavoro e di cura. Potrebbero essere utilizzate allo scopo quelle task force su cui sta lavorando il ministro Francesco Boccia, di assistenti civili reclutati tra diplomati disoccupati, per supportare le fasce deboli della popolazione fino ad agosto 2020, ovviamente da replicare ed estendere nel tempo anche con il supporto degli enti locali".

 

Un cenno infine alla questione connessa alla violenza di genere: "Le misure di incentivo al lavoro - scrive la Consigliera di parità - sono sicuramente ancora troppo poche e vanno a mio parere integrate nella rete di supporto alle attività di prevenzione, sostegno e cura, centri antiviolenza in primis. Credo che un migliore collegamento con le loro attività costituisca un’occasione imperdibile per definire le misure più stringenti da attuare". 

 

 

 

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