Alleanza per le famiglie: a Dolo presentata la nuova app mobile

un'immagine di due schermate dell'app

[12-07-2019] Giro di boa per il progetto Alleanza per le famiglie della Riviera del Brenta, grazie alla messa a punto e al lancio della nuova app per smartphone e tablet presentata ieri a Dolo, comune capofila del progetto,  dall'assessore Matteo Bellomo e dal direttore di Ente bilaterale veneto (Ebv), Marco Palazzo.

 

L'app, scaricabile sia per sistemi Android che Apple ios, è gratuitamente disponibile sotto il nome "Welfarenet" e mappa centinaia di servizi, pubblici e privati, per le famiglie: asili nido, centri estivi, doposcuola, servizi agli anziani, tempo libero, attività sportive, beni e servizi per la casa o per l'auto e in generale per la quotidianità e molto altro. 

 

Per ogni servizio è disponibile una scheda descrittiva contenente modalità di accesso, recapiti e una serie di indicatori che possono offrire informazioni sempre più dettagliate sulla rispondenza del servizio (o di quel locale) ad alcune necessità: famiglie con figli piccoli o grandi, con persone anziane o disabili, magari con esigenze di ausili sanitari o di assistenza e cura, o ancora destinatarie di particolari agevolazioni fiscali o retributive convenzionate, ecc.  

 

Più di 400 i servizi mappati che coinvolgono circa 250 fonitori. Fra questi oltre il 30% provengono dai soggetti aderenti all'Alleanza per la famiglia della Riviera del Brenta, il che dà la misura di quanto sia strategico l'inserimento di questo progetto nel più ampio circuito Welfarenet, iniziativa già avviata da Ebv in area padovana e che si muove in una logica di fare rete tra reti, per valorizzare beni e servizi locali: "L'obiettivo - spiegava Palazzo - è quello di dare visibilità ai servizi locali per tutti i cittadini e anche per quei lavoratori dipendenti nelle aziende con piani di welfare aziendale che vogliano per esempio spenderne una quota sul territorio invece che su Amazon. Con beneficio dell'economia locale e per migliori prospettive di crescita". 

 

Come sottolineava ancora Palazzo, la cosa interessante sta soprattutto nel lavoro che sta dietro all'app:

  • il codice etico: ogni soggetto aderente è stato contattato per un coinvolgimento approfondito e puntuale e per la sottoscrizione di un atto a garanzia della trasparenza, professionalità e correttezza;
  • classificazione: svota da un gruppo di studio, con esperti di welfare e con l'Università di Padova, per rendere efficiente la catalogazione delle risorse 
  • geolocalizzazione: servizi e punti di erogazione sono geolocalizzati sfruttando le potenzialità di Google maps
  • 70 indicatori su 15 ambiti: un sistema premiante per chi eroga servizi più inclusivi e mirati al benessere delle famiglie, con l'assegnazione di un punteggio da 1 (minimo) a 4 (massimo) elefantini, scelti come simbolo di eccellenza

 

Il lavoro ha consentito infine di scoprire come il territorio si attrezza  per la sostenibilità e la qualità dell'offerta: 

  • il 39,6% dei punti sono senza barriere architettoniche
  • il 13,4% hanno dei fasciatoi disponibili all'utenza
  • il 23,5% offrono giochi o spazio giochi per minori
  • il 23,5% accetta buoni welfare in pagamento
  • il 15,5% consegna prodotti a domicilio

 

Quello dei pagamenti è un fronte interessante di sviluppo; per questo sono in sviluppo nuovi accordi per connettere altre aziende con proprio piano di welfare aziendale al sistema, per dare impulso alle attività economiche locali, innescando auspicabilmente un circolo virtuoso di adesione alla rete e di miglioramento dell'offerta di beni e servizi. 

 

La consigliera di parità metropolitana, Silvia Cavallarin, aderisce in partenariato di rete al progetto Alleanza per le Famiglie della Riviera del Brenta: "Una iniziativa che va nella direzione giusta, perché valorizza il capitale sociale del territorio, lo mette in rete e lo fa nel nome di una migliore qualità della vita per le famiglie, di adulti e minori, perché interviene su uno dei punti di maggiore crisi: la conciliazione vita e lavoro. Ormai lo sanno anche i sassi che se risolviamo questo dissidio, ne beneficeranno le imprese e la società. E diminuirà lo spaventoso divario del tasso di occupazione tra uomini e donne".